Recensioniamo
Tratto da Il Gazzettino di Treviso, dove la rece è già uscita. A voi!
Quante volte ci è capitato di dire “Basta, adesso spacco tutto e si ricomincia”? Frasi di circostanza che poi, ovviamente, non trovano realizzazione. “Spaccare tutto” è invece quello che fanno Lenny, Norman e Marcello, i personaggi del fumetto “Ferragosto” di Luca Genovese (Black Velvet Editrice, 64 pag., 8 euro), autore di montebellunese di 30 anni, residente a Bologna. Quello di Genovese è forse il prologo di una trilogia iniziata nel 2001 con l’albo di debutto “Della Nebbia” del Centro Fumetto Andrea Pazienza, proseguito con “Zero Zèlo” della Indy Press. E continuato in “Ferragosto”, il cui spunto è davvero dei più semplici: mezza estate, città vuota e due ragazzi che si annoiano. Mentre il terzo amico di sempre, si è perso nel mondo dei sogni e ha trovato “un’amichetta” che lo rassicura, lasciando così i suoi ex colleghi di trio a casa. Ecco allora insorgere in Norman e Marcello la voglia di spaccare tutto, usando i fuochi d’artificio pronti per la sagra paesana, quasi a voler cambiare i connotati di una realtà che da una parte è troppo rassicurante, dall’altra è troppo stretta. Quasi uno “sturm un drang” nel quale a farne le spese sarà Montebelluna, teatro della vicenda ben riconoscibile anche se mai esplicitato. Non inganni però la rappresentazione: Genovese è tutt’altro che guerrafondaio e ama tremendamente la sua città natale. La sua narrazione a vignette illustra invece un cambiamento nella vita di tutti: i tre amici non sono più adolescenti, la linea d’ombra dei trent’anni si avvicina e ognuno reagisce a modo suo, tra illusioni e sacrifici, spesso si crede di aver trovato la via giusta per cambiare ma poi si rimane con le mani in mano. Ma comunque cambiati. Genovese dipinge così un squarcio dei giovani uomini attuali, senza la spettacolarizzazione dei film alla Muccino, regalandoci una splendida pagina di fumetto italiano che non ha nulla da invidiare a maestri come Gipi, nonostante lo stile più caricaturale e ironico, figlio di Pazienza quanto dei manga giapponesi. Continua dunque la crescita di questo autore nato sulle pendici del Montello.
Alberto Polita
P.S.: Aggiunta per l'editore, che sul Gazze non ci stava: forse la copertina ci stava con la carta un po' più spessa e filigranata. Ma è proprio un vezzo, l'albo è perfetto!
