Antologizzami
Rieccoci a un nuovo round di recensioni. Questa volta torniamo sulle riviste antologiche, grande revival di questa stagione fumettistica post-Napoli ma anche post-Lucca (vedi questo post). Ne sono uscite un sacco che meritano più di un commento.
Partiamo dall'albo che mi ha sorpreso di più, in primis per la cura dell'impaginazione e della grafica editoriale, nonchè per la varietà e la discreta qualità dei contenuti. "Monstars" di Nicola Pesce Editore parte da un concetto tra i più semplici: i mostri. Un tema lasciato sviluppare a decine di autori. Dietro la bella copertina di Denis Medri, si cela un albo dove compaiono nomi noti del panorama trevigiano come Trevisanello/Longhi (simpatica la storia, davvero), Benotto, Pavan, Perissinotto (grande in coppia con Troiano). Bravissimi Lise e Talami, simpatica questa Kimberly McKean che ha un nome che è tutto un programma :) Spazio poi a maestri come Cicarè, e curiosi semi-sconosciuto come Putignano. Insomma, un ottimo prodotto, un bel mix di autori più e meno bravi ma comunque tuttti assolutamente dignitosi, il tutto confezionato nel migliore dei modi. Bravi!
Qualche gradino più sotto mi tocca invece infilare quella che dalla copertina si proclama subito come
Rivista: "Motel", altro progetto di Nicola Pesce Editore. Non tanto per la minor ispirazione degli autori, che peraltro per metà sono in parte gli stessi di Monstars, ma per la cura editoriale. Per proclamarsi rivista, trovo che la grafica non sia proprio il massimo. Cioè... non è brutta ma, ecco, si poteva fare qualcosina di più! Per il resto, comunque consigliata, per l'intervista al mio mito Mike Allred e le belle storie che vi sono contenute. Valore aggiunto: pregevoli copertine del nuovo idolo pop Alessandro Baronciani.
Altro giro, altra rivista. Questa volta è la partenopea Albatros a produrre "Wombat", comics magazine che vede come mentori Enzo Troiano e Luca Presicce. Dalla copertina sembra di ritornare indietro agli anni '90: pupe, tecnolgia, colore. Molto in linea con i lavori di Troiano, da Korea a Lufer. Lo apriamo e ci troviamo proprio il buon fratello napoletano in grande spolvero, in un tripudio di azione e colore. Peccato forse per la stampa che toglie qualcosina all'arte. C'è poi una piacevola sorpresa, quella di vedere due ottimi esordienti: Danilo Antonucci ci regala un furry dal segno sicuro, buona impostazione di tavola e colori azzeccati, mentre Marco Cito lascia intuire appena tutto il suo talento con una storia medievale di stampa anglosassone ma molto vicina ad Asterix. Insomma, tanta carne al fuoco.
E chiudiamo con un'assoluta conferma, ma non ce n'era bisogno visto che i loro fumetti sono leggibili e scaricabili ogni giorno. In Self Comics hanno sfornato l'Antologia Vol. 2 che raccoglie tutte le storie pubblicate sul loro sito gratuitamente, comprendenti autori come Paolo Parisi, King Simon Panella, Mabel
Morri... più la tanto attesa storia inedita, questa volta in versione maxi 16 pagine. Che dire... molto combat, molto nostalgia, molto riflessione. Vanz e Genovese ci regalano un altro masterpiece, forse un tantino più schierato del solito, ma abilmente ecquilibrato da scene d'amarcord che strappano la lacrimuccia e rubano un malinconico sorriso.
Ragnetti al passo coi tempi --- occhio allo spoiler...
Ed ecco a voi... Emo Spider Man! Finalmente qualcosa mi ha dato la spinta giusta per tornare a riempire queste pagine un po' troppo verdi e poco nere. Qualcosa che mi ha colpito dritto al cuore, anche se non con l'effetto insperato.
L'avete visto Spider Man 3? Ma dico, l'avete visto come hanno caratterizzato la trasformazione della personalità di Tobey McGuire-Uomo Ragno quando viene in contatto con il simbiota alieno?
Maglia nera semi-elegante, ciuffo svolazzante, tinta di mascara nera sotto agli occhi, sguardo cupo e camminata da "poser". Insomma, un perfetto Emo Spider Man, in piena aderenza alle tendenze pop-rock-punk in voga in questi tempi tra i ragazzi/ragazzini che vogliono distinguersi dalla moda "mainstream", ricreandone una loro un po' più rock. Ed ecco allora Spider trasformarsi in un idolo simil-dark che non ha nulla da invidiare ai fratelli Madden dei Good Charlotte, a Peter Wentz deli Fall Out Boy o Brandon e Ryan dei Panic! At The Disco. Che ti lamenti, dovresti essere pur contento! direte voi, ben conoscendo il mio periodo simil emo-assolutamente fuori tempo massimo :)
Il fatto è che questo legamo assolutamente e spudoratamente markettaro, da un lato affascina in modo profondo il mio piccolo pr che probabilmente avrebbe fatto la stessa cosa, dall'altro non mi piace molto perchè a tratti suona più come una presa per il culo del mondo emo (ma esiste poi?), infine però la trovo una pesca di lega alquanto bassina.
Insomma, piaccia o meno, Spider Man è il film di super eroi più visto dalle donne (non a caso metà dei film sono storie d'amore) e la strizzata d'occhio alle Avril del 2000 potevamo aspettarcela.
Infine, parlando di cose più serie: non trovate che il film ponga alcune problematiche non indifferenti, proponendo comunque una visione non molto definita del personaggio?
